Frutta secca

Vendita frutta secca Bari L'azienda barese che opera nella vendita frutta secca Bari commercializza diversi tipi di questo genere molto usato in cucina e in pasticceria:

Le specie più diffuse di frutta a guscio coltivate in Italia sono il nocciolo, il mandorlo, il noce e, seppur in minor misura, il pistacchio. La Penisola figura tra i principali Paesi consumatori di frutta secca e, nello stesso tempo, un grande importatore del genere a livello mondiale: malgrado le cultivar locali, infatti, la produzione interna non riesce a soddisfare la domanda, che, come ben sa la ditta pugliese che si occupa di vendita frutta secca Bari, è in costante aumento.

Secondo le statistiche ufficiali FAO, i Paesi produttori di nocciole a livello mondiale sono attualmente 30, sette in più rispetto al 2000. La Turchia domina il mercato mondiale a causa del volume di prodotto e dei bassi costi di produzione che le consentono di praticare sui mercati internazionali prezzi nettamente concorrenziali. Solo il 19% delle nocciole turche viene destinato al consumo interno, il restante 81% va all’esportazione, in particolare verso i Paesi dell’Ue, tra cui la stessa Italia che invece, a sua volta, esporta circa il 13,6% della produzione nazionale. Nella Penisola la coltivazione del nocciolo è diffusa su tutto il territorio, ma la produzione si localizza essenzialmente in Lazio, Campania, Piemonte e Sicilia che, insieme, rappresentano circa il 92% del totale. Le cultivar più diffuse sono, nell'ordine, Tonda Gentile Romana, Mortarella e San Giovanni a frutto allungato, Tonda di Giffoni e Riccia di Talanico a frutto tondo, Tonda Gentile Trilobata (sin. Tonda Gentile delle Langhe), solo per citare le principali.

Cina, Iran e Stati Uniti sono invece i maggiori produttori globali di noci. La quota rimanente è suddivisa tra Turchia, Messico, Ucraina e Francia. Tra i Paesi di minor rilevanza a livello produttivo figura l’Italia, che però ne è una grande consumatrice. Le coltivazioni tricolori di questo frutto a guscio si concentrano in particolare Campania con la Noce di Sorrento, che da sola fornisce il 70% del totale italiano. Altre realtà esistono in Trentino, Veneto e Abruzzo, dove si coltivano ecotipi locali (rispettivamente Bleggiana, Feltrina e Sulmona). In Veneto e in Emilia-Romagna si stanno sviluppando nuove realtà produttive, con aziende che raggiungono gradi elevati di specializzazione nella produzione di noci in guscio utilizzando varietà di origine francese (Franquette, Lara e Fernor, e californiana come Hartley, Chandler, Howard e Tulare).

Nel mondo la coltivazione del mandorlo, o mandorlicoltura, si concentra soprattutto in Spagna Stati Uniti, Tunisia e Marocco. In Italia è diffusa principalmente in Regioni come Sicilia e Puglia, che coprono insieme il 96,4% della produzione totale e il 95% della superficie interessata. Anche la Sardegna, comunque, vanta una superficie coltivata piuttosto estesa. Tra le varietà prevalgono Pizzuta d’Avola e Fascionello per la confetteria, Filippo Ceo, Fragiulio Grande, Genco, Tuono e Falsa Barese tra le cultivar tradizionali e la francese Ferragnés tra quelle internazionali.

Per quanto riguarda il pistacchio, a livello mondiale la produzione è concentrata in Iran, a cui seguono Stati Uniti, Turchia, Cina, Siria e Grecia. Fanalino di coda l’Italia, anche se la pistacchicoltura tricolore si distingue da quella dei Paesi extraeuropei per le migliori caratteristiche organolettiche delle produzioni ed è presente quasi interamente in Sicilia, dove si produce il 98% del totale nazionale, in particolare nella zona di Catania con la cultivar Napoletana. Tra le DOP regionali figura ovviamente anche il celebre Pistacchio Verde di Bronte, noto a livello internazionale.